Via Nazionale, 194 – SUBLIMI ANATOMIE a Palazzo delle esposizioni

Cosa vedere di insolito a Roma? Fino a gennaio una mostra in corso a Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale 194, Sublimi Anatomie.

Questo è un’indirizzo che amo visitare spesso, vicino alla stazione Termini, Palazzo delle Esposizioni è comodo da raggiungere facendo una passeggiata e regala una programmazione di mostre sempre interessanti e insolite da vedere. Questo è uno dei pochi musei di Roma aperto il venerdì ed il sabato fino alle 22:30, il che è un’ottima occasione fare qualcosa di diverso nel weekend.

Fino al 6 gennaio 2020 una delle mostre in corso a Palazzo delle Esposizioni è Sublimi Anatomie: un’esposizione spettacolare sull’osservazione del corpo dal punto di vista dei sensi ma anche di strumenti e tecnologie.

Consigliata per i curiosi e per chi ha voglia di vedere qualcosa di insolito e inaspettato in un museo.

Ecco 5 motivi per cui visitare la mostra Sublimi Anatomie a Roma:

1. Entrare in un teatro anatomico

Maquette del Teatro di Bologna, XVI secolo

In occasione della mostra Sublimi Anatomie, Palazzo delle Esposizioni si trasforma in un teatro anatomico sul modello di quello di Padova del 1594, uno spazio dedicato al dibattito sulla visione e sulla costruzione dell’immagine del corpo.

I teatri anatomici erano degli spazi in cui si insegnava l’anatomia attraverso la dissezione del corpo umano. Immaginate spalti di legno attorno ad un palco dove i luminari di questa disciplina dissezionavano cadaveri per tentare di arrivare a conoscere la più perfetta delle macchine: il corpo.

Macabro e terrificante per gli occhi di oggi, prima la spettacolarizzazione dell’anatomia era usuale e sdoganata, tant’è che queste lezioni erano spesso accompagnate da musica e concerti di sottofondo.

L’idea che l’anatomia fosse tanto drammatica e terrificante quanto affascinante si rispecchia proprio nel nome della mostra. “Sublimi anotomie” fu il nome dato all’insegnamento impartito nel 1849 da Filippo Pacini, premio per le scienze biologiche ed il primo a scoprire i corpuscoli digitali responsabili del tatto.

Filippo Pacini, Remigio Lei, Mano a grandezza naturale. Corpuscoli ingranditi 1863 modello in cera

2. Vedere da vicino dei cadaveri

Delle sei sale della mostra Sublimi Anatomie a Palazzo delle Esposizioni forse quella con le cere anatomiche settecentesche della collezione La Specola del Museo di Storia Naturale di Firenze è la più spettacolare.

Laboratorio di ceroplastica dell’Imperiale e Reale museo di Fisica e di Storia Naturale, Statua femminile giacente nella quale si espone la distribuzione dei Vasi linfatici della Pelvi, del Ventricolo, dei bronchi e delle Mammelle, fine XVIII secolo

In 4 teche giacciono 3 cadaveri e una testa di cera dissezionati. Entrando nella sala ti assale subito una curiosità quasi morbosa per questi corpi. La sensazione che arriva è che questo desiderio ti renda una specie di deviato. Fa niente. Non si può proprio fare a meno di voler esaminare da ogni angolo le veneri esplose, statue femminili adagiate candidamente su materassi ma poi letteralmente sventrate all’altezza del petto.

3. Osservare com’è cambiato l’immaginario del corpo

La dissezione del corpo umano si generalizza in Europa a partire dal XIV secolo. A lungo considerata come un’ostacolo per l’esame della persona umana, la morte diventa la condizione stessa di un sapere oggettivo. Ma l’osservazione condotta da un medico è condannata all’oblio se nessuna immagine ne conserva traccia. Ecco perché molti medici cominciano a lavorare a stretto contatto con gli artisti.

Andrea Vesalio, De humani corpuris fabrica, Basilea 1543

Si affermò così un’estetica macabra che, per esempio, troviamo nelle illustrazioni di Jean-Galbert Salvage, che decise di dimostrare come gli antichi già ricorressero alla dissezione “anatomizzando” il celebre Gladiatore combattente.

Jean-Galbert Salvage, Anatomie du Gladiateur Combattant, Paris 1818

La mostra Sublimi Anatomie a Palazzo delle Esposizioni è l’occasione per ripercorrere un legame tra arte e scienza che oggi si è perso con l’arrivo della tecnologia.

Trattografia di cervello umano, 2019

4. Scoprire tutti gli accessori per lo studio dell’anatomia

Non solo disegni e rappresentazioni bidimensionali. L’anatomia diventa protagonista di modellini tridimensionali scomponibili per facilitare lo studio del corpo.

Modello anatomico di utero gravido, XX secolo

Ogni componente dopo essere stata ricostruita, è accuratamente catalogata e numerata.

Modello di retroperitoneo, XIX secolo, cartapesta

5. Perdersi nelle visioni contemporanee dell’anatomia

Esplorato il rapporto dell’anatomia e dell’arte nel passato, la mostra riporta anche tutta una serie di opere contemporanee che dimostrano come il fascino del corpo sia ancora quanto mai attuale nel discorso artistico.

Particolarmente in linea con il tema della mostra, le Sublimi Anatomie contemporanee di Dany Danino con Les Amants, dove i corpi sembrano aver subito una speciale decomposizione che ha dato vita ad un agglomerato di forme fantastiche.

Dany Danino, Les amants, 2008, penna a sfera blu

Un’altra serie di lavori che trovano il giusto spazio in questo dialogo anatomico sono le Craniologie di Ketty La Rocca.

Ketty La Rocca, Craniologia, 1973, radiografia su plexigas e inchiostro

Percorrendo le sale, a stretto giro, si può osservare la prima radiografia umana che, completa di bracciali e anelli, potrebbe senz’altro essere scambiata per un’opera di ricerca artistica come le irriverenti craniologie di Ketty, opere dove si ritrova quell’estetica macabra di cui parlavamo ma in chiave decisamente contemporanea.

Radiografia scheletro intero, William James Morton, New York, 1847

Piuttosto che essere presentato come un discorso a parte, il contemporaneo a Palazzo delle Esposizioni in Sublimi Anatomie si inserisce e dialoga con un discorso storico curioso e raccontato in modo da essere accessibile a tutti.

Lascia un commento