Via dei Chiavari 7 – Musja Roma

Cosa vedere di insolito a Roma? Fino al 28 giugno 2020 la mostra The Dark Side – Chi ha paura del buio? al Musja, il nuovo museo privato di arte contemporanea di Roma.

Arte oltre il Museo, questo è il pay off del nuovo museo di arte contemporanea privato di Roma, il Musja, in via dei Chiavari 7. Aperto dal 23 luglio 2019, Musja è ancora poco conosciuto ai più. The Dark Side – Chi ha paura del buio? è la mostra in corso fino al 1 marzo, occasione perfetta per scoprire questo museo e vedere qualcosa di insolito a Roma.

Monster Chetwynd, Hell Mouth, 2005

Ecco tre motivi per cui aggiungere il Musja tra gli indirizzi di Roma a cui fare una visita:

1. Vedere l’arte con l’occhio di un imprenditore

Il Musja si propone al pubblico come uno spazio multifunzionale: museo da collezione, galleria, spazio per eventi, piazza culturale, cucina e residenza per artisti.

Flavio Favelli

Uno spazio quindi che incarna il concetto di global service per i musei, ovvero l’idea che il museo è fatto non solo dalla sua collezione ma anche dai servizi aggiuntivi che offre.

Questo concetto che può sembrare scontato, in realtà non solo non lo è affatto, ma è ancora tutt’ora molto difficile da mettere in atto, specialmente per realtà culturali situate fuori dalle grandi città. Invece, la presenza dei servizi aggiuntivi ha un peso importante nella scelta del visitatore di frequentare i musei. Tanto che, il primo a rendersene conto negli anni ottanta, fu proprio un imprenditore: Ovidio Jacorossi, che inventando il global service per i musei trasformò la cultura in un’opportunità di business.

Investì ben 18 miliardi per riaprire Palazzo delle Esposizioni in tempo per il Mondiali di Italia90 e, in cambio, l’amministrazione comunale gli diede in gestione i servizi dello spazio espositivo per 12 anni: caffè, cucina, libreria, cinema, spazi in affitto. Poi replicò lo stesso modello di business col Palazzo Ducale di Genova. La celebre Legge Ronchey (1993\1995) venne scritta proprio tenendo conto di queste esperienze.

People matter, Sheela Gowda, 2019

L’interesse per l’arte di Jacorossi non si fermò qui. Prese ad accumulare opere d’arte, sia come azienda sia nel suo patrimonio personale mettendo in piedi una collezione che vede nomi come de Chirico, Burri, Balla, Schifano e decine di altri. Oggi le opere in collezione sono esposte a rotazione in occasione di mostre dedicate o nell’ambito di progetti espositivi inediti con uno sguardo attento sulle tendenze più innovative del panorama contemporaneo internazionale.

2. Abituarsi a guardare le mostre come le serie tv

La prima mostra temporanea che propone il Musja è The Dark Side – Chi ha paura del buio curata da Danilo Eccher. Questa mostra però è solo il primo momento di una trilogia di momenti espositivi che vedrà succedersi a “Paura del buio”, “Paura della solitudine” e “Paura del tempo”.

James Lee Byars, The Chair of Transformation, 1988

Danilo Eccher porta così al civico 7 di Via dei Chiavari un format già consolidato al Chiostro del Bramante con la trilogia Enjoy, Love e Dream.

Le tre mostre del Chiostro che hanno fatto record di visite ci hanno fatto esplorare il lato gioioso della vita e dell’arte mentre adesso, cambiando sede, Danilo Eccher ci accompagna a scoprire il lato più buio di noi stessi.

Tony Oursler, SenS, 2019; LitH, 2019; SolV, 2019; Block, 2019

Lo strumento per guardare in faccia sia la gioia che l’oscurità però rimane sempre lo stesso: l’arte e gli artisti, che hanno ancora il potete di farci sognare, amare, spaventare…di farci provare emozioni. Nell’era della serialità Danilo Eccher ci prende per mano un po’ alla volta, facendoci esplorare ad una ad una le sfaccettature caleidoscopiche della nostra vita, stupendoci per poi lasciarci in sospeso…fino al prossimo appuntamento!

3. Scoprire qual è il buio che ti fa paura

Sleeping is like death, Chiharu Shiota, 2019

La mostra The Dark Side – Chi ha paura del buio? coinvolge tredici tra i più importanti artisti internazionali con grandi installazioni site-specific e opere di grandi dimensioni: da maestri e riconosciuti in tutto il mondo, come Gregor Schneider, Robert Longo, Hermann Nitsch, Tony Oursler, Christian Boltanski, James Lee Byars sino ai nuovi protagonisti della scena artistica contemporanea come Monster Chetwynd, Sheela Gowda, Shiota Chiharu. Nutrita è anche la componente italiana con opere e installazioni di Gino De Dominicis, Gianni Dessì, Flavio Favelli, Monica Bonvicini. 

Un aspetto che ricorre nella curatela di Danilo Eccher è la mancanza di approfondimento: gli artisti e le opere si rivolgono al pubblico e sono spiegati esclusivamente nel qui ed ora della mostra. Come le mostre del Chiostro, The Dark side non è una lezione di storia dell’arte ma un’esperienza da vivere, fotografare e condividere.

Christian Boltanski, Les Éphémèmers, 2018

La mostra deve suscitare la curiosità di chi la vive, l’approfondimento è lasciato alla volontà del visitatore ed al catalogo.

Opera dopo opera si passa da una paura all’altra, un viaggio per esplorare il proprio personalissimo buio. Nel mio ci sono sicuramente tre opere:

  • End of the museum di Gregor Schneider, un’opera immersiva in cui si attraversa al buio quel che resta di una pinacoteca bruciata dalle fiamme. Realizzata in soli tre giorni, l’illusione dell’installazione coinvolge alcuni dei quadri che fecero parte della collezione Jacorossi e bruciarono realmente in un incendio del 1992. Tra sentori di fuliggine e pitture sopravvissute, l’opera è una riflessione che evidenzia il poco che basta a far svanire tutto quello che affannosamente cerchiamo di costruire;
End of museum, Gregor Schneider, 2019
  • Sleeping is like death di Chiharu Shiota, un’opera a metà tra l’installazione e la performance (durante l’inaugurazione due persone dormivano sotto le lenzuola di questo incubo di fili neri…!) per osservare lo spazio impenetrabile dei sogni e della mente;
Sleeping is like death, Chiharu Shiota, 2019
  • Il gruppo di installazioni di Tony Oursler, che nei sotterranei del Musja trovano il loro spazio ideale per farci sentire presente e inesorabile i sussurri e i bisbigli della paura dei giudizi degli altri che si fanno opera e voce.
Tony Oursler, SenS, 2019; LitH, 2019; SolV, 2019; Block, 2019

E tu, sei pronto ad affrontare il tuo buio?

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